Cosa Aspettarsi da Una Visita sul Perineo

Nella mia pratica clinica mi trovo spesso a contatto con donne che lamentano disturbi a volte presi sottogamba che si riconducono a problematiche legate all’ipo/ipertono del pavimento pelvico.

Una volta che (magari con Dr. Google) riescono a farsi un’idea di quale possa essere la difficoltà che hanno, cercano un professionista che possa occuparsi della loro situazione.

Il più delle volte la professionista è appunto l’ostetrica.

Al telefono mi fanno qualche domanda di rito e poi la curiosità più grande: “Ma cosa si fa?”

Il pavimento pelvico essendo una struttura molto complessa spesso richiede valutazioni approfondite che richiedono tempo.

immagine di Violeta Benini

Primo Punto:una buona consulenza sul perineo richiede almeno un’oretta di tempo.

Dunque non vi aspettate semplicemente una inserzione delle dita nella vagina.
Oltre ovviamente alle domande di rito per la comprensione della storia vostra (e della vostra vagina) personale e di salute potreste sentirvi fare delle domande un po’ “strane” come ad esempio:
“Le è mai successo di sentire rumore di aria durante la penetrazione sessuale soprattutto in posizioni convenzionali?”
oppure “Ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo?”.

Queste domande che sembrano non essere particolarmente correlabili a problemi come l’incontinenza urinaria (una delle motivazioni principali per cui ci si rivolge a un’ostetrica specialista del pavimento pelvico) in realtà dicono molto sullo stato del pavimento pelvico riguardo a una delle sue funzioni principali ma spesso dimenticata: quella sessuale.

In posizioni convenzionali (ovvero ad esempio quella del missionario) per postura (bacino in retroversione perché su superficie) il pavimento pelvico è in “chiusura” quindi non dovrebbe esserci facilmente il passaggio di bolle d’aria perché le pareti vaginali sono bene adese intorno al pene.
Con una situazione di poca tonicità o funzionalità scarsa, le pareti vaginali risultano “slargate” con possibile passaggio di bolle d’aria e rumori poi della fuoriuscita di esse. Questa poca adesione poi permette una scarsa stimolazione nervosa con difficoltà orgasmiche per lei e per lui.
Indagare nella vita intima di una persona che arriva dall’ostetrica per una incontinenza urinaria o per altre problematiche dunque è assolutamente un dovere.

 

Visita e valutazione del pavimento pelvico

Dopo il colloquio orale si passa alla ricerca di tipo obiettivo che riguarda fondamentalmente 3 aspetti:

  • Postura
  • Respiro
  •  Visita diretta sul pavimento pelvico
La postura

La Postura come già detto influisce strettamente nella funzionalità del pavimento pelvico poiché le strutture muscolari fasciali e legamentose sono strettamente
interconnesse con il bacino.
Non per niente il muscolo più conosciuto del perineo, il Pubo-Coccigeo, prende il suo nome dai su punti di ancoraggio: il pube e il coccige, due strutture del bacino osseo. Non è insolito dunque che l’ostetrica possa chiedervi di sedervi su una sedia e vi osservi oppure che vi chieda di stare in piedi come se steste alla fermata dell’autobus o in attesa di qualcuno.

L’osservazione di un bacino che costantemente è in antiversione (come in gravidanza ad esempio dove la iperlordosi lombare è fisiologica e funzionale su un pavimento pelvico che deve andare in apertura per il parto) può sicuramente dare già esternamente una idea su ciò che poi si confermerà attraverso la visita vaginale: un probabile costante e continuo scarico del peso e della pressione addominale sullo strato sfinteriale.

Nei casi più seri potrà indirizzarvi anche verso altri professionisti come osteopati, fisiatri e fisioterapisti.

Il respiro

Il Respiro è la seconda cosa che si valuta, solitamente in diverse posizioni correlandolo alla postura. Molti non sanno che due degli strati del pavimento pelvico si chiamano diaframmi (rispettivamente pelvico e urogenitale). Il diaframma pelvico è correlato al diaframma respiratorio attraverso il peritoneo. Il bacino è a contatto con diversi muscoli dell’addome ma il più importante, il muscolo trasverso dell’addome ha la sua fine nel legamento inguinale che è a sua volta una parte delle strutture legamentose del pavimento pelvico. Questi muscoli addominali sono coinvolti nel processo della respirazione attraverso anche il diaframma respiratorio.
Una donna ben centrata su di sé potrà sentire il movimento dei muscoli pelvici
attraverso una buona respirazione diaframmatica e potrà lavorare già sul pavimento pelvico imparando a respirare correttamente, utilizzando bene gli addominali e il diaframma respiratorio.

Visita vaginale e controllo diretto del pavimento pelvico

La Visita diretta sul pavimento pelvico comprende una visita esterna e una interna. Nella visita esterna si osserva in posizione supina la morfologia degli organi genitali: la distanza tra vulva e ano, la presenza eventuale di vagina “slargata”, margini anali, l’eventuale capacità contrattile della vagina.

Successivamente si passa alla visita vaginale vera e propria effettuando il cosiddetto Pc-Test in cui vi verrà chiesto di stringere come per trattenere la pipì (ma ASSOLUTAMENTE il trattenere l’urina NON è un esercizio) in diversi modi: con contrazioni rapide, ma anche con contrazioni forti e valutando il tempo di
tenuta. Inoltre vi verrà chiesto di ripeterlo in serie per valutare quanto il muscolo si stanca velocemente.


Potrebbe effettuare anche una spinta sulla parete posteriore vaginale chiedendovi di opporre una contrazione e valutando il grado di morbidezza. Nel frattempo l’ostetrica valuterà la vostra capacità di utilizzare da solo il pavimento pelvico o la presenza di altre eventuali contrazioni (addominali, glutei etc) e come coordinate le contrazioni con il respiro (se andate in apnea oppure no). Si approfondirà anche nella visita vaginale cercando eventuali segni di prolassi degli organi interni.

Nella terza fase palperà esternamente il perineo: esattamente quella zona che si chiama nucleo fibroso e che è quel lembo di pelle e muscoli che si trova tra vulva e ano valutando quanto affonda il tocco.
Nella quarta fase valuterà i riflessi fisiologici e la sensibilità: ad esempio potrebbe strisciare un oggetto smusso tipo un cotton fioc vicino all’ano per vedere se si contrae involontariamente (riflesso fisiologico ano cutaneo) o chiedervi di tossire per vedere la risalita o la discesa del perineo.

Ovviamente valuterà anche la presenza di zone dolorose e cicatriziali in tutte queste fasi, sia nella palpazione interna che nella palpazione esterna.
Molte fasi di queste potrebbero anche essere fatte a livello dello sfintere anale perché non
dimentichiamoci anche della porzione posteriore del pavimento pelvico, quello che circonda lo sfintere anale!

Ad esempio potrebbe venirvi richiesto di fare una contrazione mentre l’ostetrica vi palpa il coccige.
Alla fine dell’esame l’ostetrica vi dirà ciò che ha riscontrato e vi educherà alle prime manovre e prese di consapevolezza del vostro perineo, strutturando su di voi un percorso da fare insieme.

Dott.ssa Sonia Levantino, ostetrica – Palermo e Trapani

Cerchi un’ostetrica specializzata in pavimento pelvico?

Clicca qui per vedere quella più vicina a te!

Sonia Levantino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *