I “segreti” del tiralatte

Il tiralatte è uno strumento utilizzato per il drenaggio del latte dal seno materno.
Seppur non sia l’unico metodo di estrazione del latte oltre alla suzione del neonato, generalmente è quello che le mamme pensano sia il più facile e veloce

Proviamo a svelare un po’ di segreti sul tiralatte

  • Il tiralatte NON ci aiuta a capire se “c’è il latte”

“E perché no? Se il seno è pieno e uso qualcosa che mima la suzione uscirà latte!!”
Vero, ma a metà! E i motivi sono numerosi:

  1. L’emissione di latte dal seno materno non è solo una questione meccanica, ma è regolata dalla prolattina e dall’ossitocina ormoni prodotti e secreti nei momenti di contatto con il piccolo, nel guadarlo, nel parlargli, nel sentirlo, nel toccarlo.
    E non solo, questi potenti ormoni sono favoriti dalle situazioni in cui la mamma è serena, rilassata, si sente a suo agio, è in tranquillità e ha calma attorno a sé.
    Se la madre sperimenta ansia, agitazione, paura che non vi sia abbastanza latte, preoccupazione per la riuscita del drenaggio, oppure è in un luogo affollato, non ha un suo angolo di privacy, si sente a disagio o impaurita la fuoriuscita di latte può essere negativamente influenzata.
  2. Il tiralatte non esercita sul seno la stimolazione tattile che aiuta l’emissione del latte.
    Il capezzolo e l’areola del seno materno sono ricchi di terminazioni nervose collegati direttamente all’ipofisi materna (ghiandola che produce ossitocina e prolattina). La stimolazione tattile della bocca del neonato sul seno rende più facile ed efficace la fuoriuscita di latte.
  3. Il tiralatte non è efficace quanto la suzione del bambino nel drenare il seno motivo per cui il latte raccolto con il tiralatte non per forza corrisponde a quello che il neonato riuscirebbe a drenare.
  • Il tiralatte NON è l’unico strumento che consente di raccogliere il latte

Alternativa più semplice, economica ed ecologica è la spremitura manuale.
Questa modalità consiste in una tecnica di stimolazione e drenaggio del seno molto pratica con cui la madre, se opportunamente aiutata e istruita le prime volte che la esegue, può estrarre latte in pochissimi minuti, raccoglierlo e conservarlo.
E, anche se sembra complicata, superate le resistenze iniziali la si riscontra molto più efficace del tiralatte!!

  • Il tiralatte NON si presta, o ricicla, o si compra usato

Il latte materno è un fluido biologico al pari di saliva, lacrime e tanti altri liquidi che il corpo umano produce. Oltre a perdere efficacia nel tempo, un tiralatte usato può essere veicolo di contaminazioni. Esistono modelli che si possono affittare in farmacia e che sono muniti di kit “usa e getta” e questi sono sicuri da un punto di vista igienico.

Ma come si usa questo tiralatte?

Capita ad alcune mamme che nonostante mesi e mesi di allattamento esclusivo al seno quando si procurano un tiralatte e iniziano ad usarlo non riescono a ottenere più di poche millilitri.

Cosa può aiutarle?
  • Ridimensionare le aspettative

Le prime volte che si usa il tiralatte è bene non aspettarsi enormi quantità di latte estratto. Il corpo e la mente della madre devono via via prendere confidenza con questo nuovo elemento.

  • La preparazione del seno

Come il neonato quando si attacca al seno offre una stimolazione tattile così il seno andrebbe preparato con un massaggio di 3-5 minuti.
Il massaggio può essere fatto con movimenti circolari di nocche o polpastrelli in tutti i quadranti del seno, si può toccare e stimolare con delicatezza areola e capezzolo, fare movimenti con le dita della mano come per “pettinare” il seno, compiere dolci movimenti come di “impasto” o movimenti circolari o a spirale.
Si consiglia di eseguire il massaggio con le mani calde, in modo che sia piacevole.

  • La misura del tiralatte

Importantissimo è che la coppa del tiralatte sia della misura corretta ossia proporzionata alla dimensione del seno e anche a quella di capezzolo e areola. Se la coppa è troppo grande c’è il rischio che passi aria tra la coppa stessa e il seno e che si riduca l’intensità della pressione negativa rendendo il drenaggio non ottimale. Allo stesso modo se la coppa è troppo piccola la sensazione di vuoto che il tiralatte esercita su seno e capezzolo, o sfregamenti che possono verificarsi rischiano di rendere il drenaggio fastidioso o doloroso.


  • La posizione della mamma

E’ fondamentale che la mamma sia seduta o semiseduta in una posizione comoda e gradita, con le spalle rilassate, il collo disteso, in un luogo di calma e tranquillità, senza guardare troppo l’orologio.
L’ossitocina, “l’ormone timido” o “ormone dell’amore” viene più volentieri emesso se la madre è in una condizione di rilassamento e di calma.

  • E il bambino?

Ottimale per il drenaggio del seno sarebbe che il bambino fosse accanto alla madre, possibilmente in contatto fisico con lei o addirittura attaccato al seno su cui la mamma non sta utilizzano il tiralatte. La stimolazione tattile e la vicinanza fisica con il piccolo è uno dei migliori motori per la produzione di prolattina e ossitocina e la conseguente emissione del latte.

  • Come tenere il tiralatte

Si consiglia di non spingere il tiralatte contro il seno tenendolo per la bottiglia, ma di sostenere con la mano la coppa affinché rimanga ben adesa al seno. La mamma dovrà mantenere una posizione comoda, con le spalle rilassate e distese. Il tiralatte dovrà essere appoggiato dolcemente sul suo seno e non il seno “inserito” nella coppetta del tiralatte.
Inoltre, di aiuto a tantissime mamme è coprire la bottiglia in cui si raccoglie il latte con un piccolo asciugamano o un tovagliolo così da non “costringere” ad osservare goccia dopo goccia la raccolta del latte nel contenitore.

*l’utilizzo delle parole forse meno consuete come “drenare”, “drenato”, “drenaggio” in riferimento al seno materno al posto di “svuotare”, “svuotato”, “svuotamento” è per veicolare l’immagine che il seno non è un contenitore che si riempie e si svuota, ma piuttosto una fabbrica che produce costantemente e da cui il latte può essere costantemente ottenuto.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA
“Allattare un gesto d’amore” (Catanzani, Negri)
La Leche League
Blog di Tiziana Catanzani

scritto da Ostetrica Martina Sarti

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Martina Sarti

2 thoughts on “I “segreti” del tiralatte”

  1. grazie. articolo interessante. avete una versione stampabile? vorrei distribuirla agli incontri di accompagnamento alla nascita. grazie

  2. Molto utile e chiarissimo! Sarebbe da stampare e far leggere a tutto il personale dei reparti di ostetricia.
    Vengo da un’esperienza in cui mi è stato proposto in ospedale, a meno di 24 ore dalla nascita, il tiralatte per “estrarre i capezzoli piatti”.. per fortuna essendo il secondo figlio ho rifiutato e sono andata avanti con la spremitura manuale.

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