Il Primo “Ciclo” Mestruale, dubbi e incertezze

 

Da un paio di anni ho deciso di volermi dedicare e specializzare nell’accompagnamento delle ragazze attraverso il menarca. Non è così comune come attività ostetrica. Le proposte non sono molte e di certo non è una percorso che tanti genitori scelgono per le loro figlie. A quell’età le attività da finanziare sono varie: la scuola, lo sport, il corso di musica e quello di inglese e così via…Si pensa che dedicare del tempo e del denaro ad un corso che ti prepara per una cosa così naturale non valga la pena.

Cos’è il menarca?

Si chiama menarca il primo ciclo mestruale di ogni donna.

L’età delle ragazze al menarca è condizionata da genetica e fattori ambientali, avviene per la maggior parte delle ragazze tra gli 11 e i 13 anni.

Perchè scegliere di farsi accompagnare…

Quando spiego ai genitori cosa facciamo durante un percorso di accompagnamento al menarca e perchè è così importante lo paragono al corso preparto. Molte coppie con le quali mi confronto hanno partecipato ad un corso durante la gravidanza e quindi possono partire dalla loro esperienza personale per capire il grande valore dell’essere accompaganti in una trasformazione che è senz’altro naturale…ma radicale e totalizzante.

Parlare di menarca con le ragazze vuol dire creare le condizioni affinchè domandino anche:

 

“ma dovranno farmi le trasfusioni?”

“quando viene il ciclo la prima volta quanto cresce il seno?”

 

o qualsiasi genere di domanda senza giudizio, trovando risposte corrette ed esaustive. Domande che troppo spesso i giovani (e non solo) rivolgono al web.

Ho deciso di avventurarmi su questa strada a partire dalla mia esperienza personale a cui negli anni ho ripensato spesso.

Il mio menarca è arrivato un venerdì 17.

Come prova di ciò ho una pagina di diario con le parole sbavate dai lacrimoni che ci sono caduti sopra:

“il peggior Venerdì 17 di sempre, oggi sono diventata signorina”.

A rileggerlo sento ancora i brividi lungo la schiena.

Quando ho cominciato ad approfondire la mia conoscenza del ciclo mestruale provavo quasi un senso di colpa per aver vissuto così dolorosamente l’arrivo del mio menarca. Sono state le ragazze che ho incontrato durante i miei percorsi a farmelo rivalutare guardandolo sotto un altro aspetto. Raccogliendo le loro storie e le loro paure ho rielaborato anche le mie.

Si ha proprio la percezione che qualcosa sia finito e ci si prepara ad un nuovo capitolo.

L’infanzia finisce con il menarca?

Quando arriva il menarca si vive un lutto per la propria infanzia, che sembra andarsene in quelle gocce rosse. A volte serve piangere, a volte basta prenderne coscenza, a volte si ha voglia di festeggiare. Fatto sta che qualcosa è cambiato per sempre e non si può stare zitte e far finta di niente. C’è bisogno di sentirsi riconosciute qualsiasi sia l’emozione che si prova attraversando questo passaggio: rabbia, gioia, tristezza, paura…

Il primo modo per abbattere i tabù culturali (e qui c’è ne uno bello grosso, basta ascoltare tutti i modi di dire che si usano pur di non dire ciclo mestruale o menarca) è ammettere che esistano passaggi che fanno paura. Che si tratti di crescere, di partorire, di andare in menopausa.

Il secondo passo è sapere che al di là di questo spaventoso cancello, che cela l’ignoto, qualcuno c’è e mi sta aspettando. Per le ragazze spesso è la figura della madre o una sorella maggiore, o l’amica che ha già vissuto questo cambiamento.

C’è bisogno di rassicurazione, di rafforzare le nuove competenze del corpo.

Farsi accompagnare attraverso il menarca, in un percorso di gruppo, permette quindi di:

  • raccogliere informazioni corrette
  • demolire falsi miti e tabù sul ciclo mestruale
  • poter condividere le emozioni che si stanno vivendo trovandone un giusto riconoscimento
  • creare un’occasione di scambio tra madre e figlia
  • rielaborare il proprio menarca per chi lo ha già attraversato
  • sperimentare la sorellanza tra ragazze, il lavoro di squadra e l’assenza di giudizio

Se non riesco a partecipare all’accompagnamento?

Trova un’ostetrica vicino a te, anche una consulenza personalizzata è utile per fugare qualche dubbio e trovare parole che a volte mancano.

Ai genitori che non possono partecipare agli incontri di gruppo raccomando di trovare un momento in famiglia per parlarne apertamente, condividendo la propria storia personale e le emozioni che ci si ricorda di aver provato. Suggerisco di preparare un piccolo o grande festeggiamento per l’arrivo del menarca a seconda dei desideri della figlia: dal fare colazione con la torta preferita, ad organizzare una vera e propria festa tra amiche!

A volte le cose buone devono finire perché le cose migliori abbiano inizio.

Ostetrica Dalila Coato

Dalila Coato

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