La contraccezione in allattamento

L’intimità dopo il parto è un momento molto speciale per i neogenitori che si riscoprono in quest’occasione come coppia riuscendo a ritagliarsi uno spazio solo per se e per la loro relazione.

La ripresa dell’attività sessuale dopo la nascita di un figlio è spesso vissuta con ansia e molti dubbi dovuti alla scrsa informazione e alla difficoltà di parlare di un argomento così delicato da molti ancora vissuto come un tabù.
Questo momento va preservato!
E per viverlo con serenità e dolcezza è meglio arrivare preparati!

Per le coppie che desiderano una programmazione famigliare attenta, la conoscenza dei meccanismi della fertilità in allattamento e delle possibilità in termini di contraccezione possono aiutare a vivere la sessualità con tranquillità e consapevolezza,ecco allora alcune informazioni che possono essere utili.
Dopo il parto tutte le mamme avranno un periodo di assenza delle mestruazioni,nelle mamme che non allattano questo periodo è di solito molto breve , si stimano circa tre settimane di infertilità assoluta dopo i quali potrebbe in ogni momento ricomparire l’ovulazione ed è quindi tecnicamente possibile concepire ,per questo non è mai consigliato avere rapporti non protetti se non si desidera una gravidanza.

Quando invece la mamma allatta al seno il proprio bambino in maniera esclusiva (a richiesta e senza integrazioni) il periodo di infertilità si allunga grazie all’azione della prolattina, quindi ci si può aspettare un periodo di amenorrea (assenza di mestruazioni) più lungo anche se conta molto anche la variabilità soggettiva; la maggior parte delle madri riesce a rimanere infertile fino allo svezzamento (sostituzione di una poppata o riduzione della richiesta) e quindi per circa 6 mesi, ma se si prosegue l’allattamento è possibile che l’amenorrea si protragga anche molto più a lungo (alcune mamme possono avere amenorre anche di oltre 30 mesi dal parto!).
Il solo fatto di allattare al seno però non garantisce una copertura contraccettiva efficace!

LAM: amenorrea da lattazione. Quando funziona come contraccettivo

Le mamme che allattano i loro piccoli al seno in maniera esclusiva possono però approfittare del periodo dell’allattamento utilizzandolo anche come copertura contraccettiva solo ed esclusivamente seguendo alcuni semplici criteri:

  • Il lattante deve avere meno di 6 mesi e non deve essere iniziato lo svezzamento.
  • L’allattamento deve essere esclusivo e a richiesta, il bambino deve essere quindi alimentato solo al seno e senza integrazioni di alcun tipo.
  • L’intervallo diurno tra le poppate deve essere massimo di 4 ore
  • L’intervallo notturno tra le poppate deve essere al massimo di 6 ore
  • Le mestruazioni NON devono essere ancora ricomparse (anche la comparsa di muco fluido e filante deve essere considerata come segno per interrompere il metodo)

Queste sono le ‘‘regole’’ del LAM(lactation amenorrhea method) il metodo di contraccezione naturale nato ufficialmente da pochi anni nella letteratura scientifica anche se in realtà le sue origini sono antichissime, infatti da sempre in tutto il mondo l’allattamento viene usato per distanziare le nascite.

L’affidabilità di questo metodo è del 98% a patto che si seguano tutti i criteri e che venga usato solo per i primi sei mesi (oltre il sesto mese l’attendibilità scende all’85%) , essendo un metodo naturale nessuno strumento fisico o chimico interferisce con l’organismo, è economico ed ecologico.

L’utilizzo del LAM però richiede molta attenzione della mamma ai ritmi giornalieri suoi e del neonato e ai segnali del proprio corpo fin dalle prime settimane di puerperio in cui di solito si è molto stanche e assorbite dalla nuova situazione famigliare, inoltre può essere utilizzato solo per un periodo di tempo limitato al termine del quale sarà necessario scegliere nuovamente un altro metodo contraccettivo.

Oltre o dopo il LAM esitono altri metodi di contraccezione naturale che si basano solo sull’osservazione attenta del corpo femminile.

Metodo Sintotermico

Tra questi metodi il più efficace (secondo l’indice di pearl ) è il metodo sintotermico che si basa sull’osservazione del muco cervicale, della posizione della cervice e sulla rilevazione quotidiana della temperatura basale al risveglio.

Lo di può usare quando ritornano le mestruazioni.

Questo metodo ha un efficacia superiore al 97%, ma per avere questo risultato è neccessaria una buona pratica e l’apprendimento di diverse nozioni sulla fertilità femminile.
La sua efficacia si basa sul fatto che la fertilità femminile è composta di due periodi, uno fertile ed uno non fertile, quello fertile lo si avrà a ridosso dell’ovulazione e quello non fertile cinque giorni prima e quattro giorni dopo,osservando i segni dell’ovulazione e il rialzo della temperatura si può individuare l’ovulazione, una volta trascorsi 3 giorni da questa sarà possibile avere liberamente rapporti. Questo metodo non è farmacologico e non influisce sulla spontaneità del rapporto anche se prevede l’astensione o il ricorso ad un contraccettivo alternativo durante il periodo fertile, l’unica cosa che occorre è un termometro adatto e un po’ di esercizio. Se non è ancora tornato il ciclo e si è ancora in amenorrea da lattazione potrà risultare di difficile applicazione per chi è alle prime armi.

Per utilizzare questo metodo è necesario chiedere consiglio all’ostetrica o in una persona specializzata nell’insegnamento di questo che saprà spiegare come muoversi.

Questo metodo è adatto a chiunque…abbia un po’ di pazienza per apprenderlo .

Pearly e Persona

Per le più esigenti esistono anche dispositivi elettronici per la rilevazione e il monitoraggio della temperatura basale (per esempio babycomp/pearly) che elaborano statistiche sul ciclo della donna e sono in grado di stabilire quali sono i suoi giorni fertili,questi metodi sono molto costosi, ma hanno un efficacia paragonabile alla pillola e sono completamente naturali.
Questi dispositivi non vanno confusi con quelli che vanno a rilevare la concentrazione degli ormoni urinari per predire l’ovulazione (metodo Persona) che, usati da soli, hanno un efficacia contraccettiva del 75%, ma possono essere abbinati con successo al metodo sintotermico per aumentare l’efficacia o per una maggiore sicurezza durante i primi periodi di utilizzo.

Entrambi i metodi si possono usare quando saranno comparse le mestruazioni.

Metodi barriera: preservativo e diaframma

Per le mamme che non scelgono la contraccezione con i metodi naturali esistono comunque molte alternative.
I metodi cosiddetti ‘barriera’ rappresentano una soluzione  ,la loro funzione è quella di impedire all’eiaculato di raggiungere la cavità uterina attraverso una barriera fisica, tra questi i metodi più conosciuti ed utilizzati sono il preservativo maschile ed il diaframma vaginale.
Il preservativo maschile, altrimenti noto come profilattico o condom, è un cappuccio che va srotolato sul pene prima della penetrazione, la sua efficacia varia tra il 99,8% e il 98% ed è un metodo molto diffuso ed economico,adatto anche per la protezione dalle malattie a trasmissione sessuale. Pur non avendo effetti collaterali potrebbe interferire sulla sontaneità del rapporto e alcune coppie lamentano una riduzione della sensibilità e un calo del desidero al momento dell’utilizzo, rimane comunque un mezzo molto versatile che può essere usato anche in abbinamento ai metodi naturali o per l’uso occasionale. Scegliere il preservativo della giusta taglia e forma diminuisce i fastidi e lo rende più confortevole, nonchè si riducono i rischi di rottura o sfilamento.

Il diaframma è un cappuccio di silicone da applicare profondamente in vagina prima del rapporto sessuale creando così una barriera prima della cervice, di solito si usa in abbinamento a gel che riducono la motilità degli spermatozoi (Contragel o simili) ed in questo modo la sua efficacia raggiunge il 94-96%, il gel non uccide gli spermatozoi ma l’ambiente vaginale si, quindi il diaframma va lasciato in vagina per almeno 6 ore dopo il rapporto dopo di che può essere estratto lavato e riposto per il successivo utilizzo.

Per la scelta del diaframma serve una visita con una ostetrica formata affinché possa individuare la taglia corretta. Se la donna già usava il diaframma servirà una nuova visita per controllare che la taglia precedente vada ancora bene o altrimenti individuare la taglia nuova.

E’ un metodo ecologico, non farmacologico e che mantiene la naturalezza dell’atto senza diminuire la sensibilità, ogni diaframma va sostituito ogni due anni e la prescrizione deve essere fatta da un ostetrica o un ginecologo che decidano la misura giusta ed insegnino a inserirlo nella maniera corretta.

Spirale o IUD

Spesso si preferisce una contraccezione meno fisica e meno presente durante il rapporto, che non debba richiedere troppo impegno o l’ attenzione proprio durante l’intimità o poco dopo. Una soluzione a questa necessità è la spirale (IUD), si tratta di un piccolo dispositivo al rame che il ginecologo prescrive ed inserisce nella cavità uterina minimo sei settimane dopo il parto o durante le mestrazioni.

Questo contraccettivo meccanico agisce creando una modesta azione spermicida e rendendo l’utero inospitale per l’annidamento di una gravidanza garantendo un’efficacia del 98%. E’un contraccettivo adatto a chi non può o non vuole assumere la pillola contraccettiva e all’stesso tempo non si trova a proprio agio ccon metodi naturali o barriera, la spirale al rame ha un costo iniziale medio ma non occorre sostituirla per 5 anni, non agisce sul ciclo ovarico e quindi basta rimuoverla per cominciare la ricerca di una gravidanza. La spirale però non è adatta a tutte le donne, per persone predisposte alle infezioni, a grandi sanguinamenti mestruali o a malattie infiammatorie pelviche (PID) è controindicata. Può dare inoltre alcuni effetti collaterali come dolori mesturali accentuati , mestruazioni abbondanti e spottinged è possibile che durante le mestruazioni la spirale venga espulsa ed anche per questo è sempre consigliabile eseguire un controllo dei fili di rimozione dopo ogni ciclo e periodiche visite di controllo ogni 6 mesi circa.

Per alcune donne la spirale rappresenta anche un problema etico perchè la sua funzione non è limitata a impedire il concepimento, ma agisce anche impedendo l’impianto e questo per alcune donne non è accettabile in un metodo contraccettivo.

Esiste anche un tipo di spirale che al posto del rame contine progeterone, in questo caso la sua funzione è paragonabile a quella della pillola contraccettiva e così la sua efficacia che sale al 99,8%. Il progesterone agisce sull’ovaio bloccando l’ovulazione e questo potrebbe portare anche alla scomparsa della mestruazione. Anche questo metodo presenta possibili effetti collaterali quali secchezza vaginale, nausea, cefalea e vampate. Al momento esistono due tipi di spirali con progesterone, una con un dosaggio maggiore di ormoni e una con misure più piccole e a minor dosaggio.

Contraccezione con ormoni progestinici

La contraccezione ormonale in allattamento può essere presa in considerazione, la pillola che oggi tutte le donne conoscono ha indiscussi vantaggi perchè permette una sessualità libera e senza vincoli garantendo comunque un efficacia molto alta per la protezione da gravidanze indesiderate. In allattamento però è sconsigliabile assumere la pillola contraccettiva estro-progestinica perchè, secondo molti studi, gli estrogeni hanno un impatto negativo sulla qualità ma soprattutto sulla quantità del latte. Il ginecologo può prescrivere una pillola con solo progestinico che garantisce un efficacia superiore al 99% e deve essere assunta tutti i giorni alla stessa ora senza interruzioni tra un blister ed il successivo.

Non tutte le donne possono assumerla anche se ci sono meno controindicazioni ripetto alla pillola classica, è generalmente più accettata della pillola classica e anche donne con problemi coagulatori o intolleranza agli estrogeni sintetici possono assumerla, sarà il ginecologo ad indicare quali sono le donne che possono usarla.

Essendo un metodo farmacologico può dar luogo ad alcuni efetti collaterali tra cui calo della libido, secchezza vaginale, spotting (sanguinamento intemestruale) amenorrea e cefalea.

La contaccezione è una scelta che la coppia ha. Il diritto di prendere con consapevolezza e coscenza e quindi a tutte le coppie, le neo mamme e le mamme in attesa è da raccomandare una visita specifica con un ostetrica ,per informarsi e scegliere il metodo contraccettivo più adeguato alle proprie esigenze e necessità in temini di protezione e per imparare a utilizzarlo in tutta sicurezza.

Liberi di scegliere,liberi di amare.

Ostetrica Bonomi Valentina

Foto di Violeta Benini

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