Le Donne combattono da sempre per i loro diritti!

Da sempre le donne hanno combattuto per i loro diritti, si sono schierate, hanno lottato, manifestato, in alcuni casi sono state umiliate, derise, calpestate, ma nella loro dignità e forza hanno sempre vinto.
Donna è coraggio, determinazione, costanza, intuito, potenza, magia, amore, sensualità, energia, istinto è vita.
Ancora oggi scendono in capo per la lotta contro la violenza, in politica, sul sesso, sulle pari opportunità, con sentimenti forti si battono per tutti quei diritti che spettano loro come essere umani e ancora di più come donne.

Pensando alle battaglie affrontate in passato spontaneamente nasce una domanda: ed i diritti come madre? il diritto al rispetto per la nascita? per il corpo che nutre nuove vita? per la mente, carica di emozioni che ogni giorno culla i pensieri, calma, tranquillizza i loro bambini ? perchè non mettere lo stesso impeto, vigore e fermezza nella lotta contro chi, vuole strappare il diritto di mettere alla luce con rispetto?
Le donne nascono portando dentro di loro il segreto della vita.
Con l’avvento della tecnologia e della medicalizzazione le mamme si sentono usurpate, rapite, umiliate, offese e contrastate e reagiscono a tutto questo con quell’istinto e naturalezza che gli appartiene, mettendo al mondo la vita nel rispetto e nella gioia.

Le donne possono molto, possono tutto, se messe nelle condizioni di dare spazio alla loro femminilità e alla loro naturalezza e fisicità, ascoltando il proprio essere più profondo..
È per questo che nasce la carta dei diritti della partoriente che insieme alle 15 raccomandazioni dell’OMS rafforza avvalla e incoraggia le mamme nell’affrontare consapevoli e coscienti il meraviglioso percorso della maternità e della nascita secondo natura.…le ostetriche hanno il dovere di sostenere le donne nelle loro decisioni, si unisce nelle battaglie, nelle vittorie e ancor di più nelle sconfitte, l’ostetrica è vicino alle donne perche ha fiducia in loro e nelle loro competenze.

Le 15 raccomandazioni dell’OMS:

1. Per il benessere psicologico della neo-madre deve essere assicurata la presenza di una persona di sua scelta – familiare o non – e di poter ricevere visite nel periodo postnatale.
2. A tutte le donne che partoriscono in una struttura deve venir loro garantito il rispetto dei loro valori e della loro cultura.
3. L’induzione del travaglio deve essere riservata solo per specifiche indicazioni mediche ed in nessuna regione geografica si dovrebbe avere un tasso superiore al 10%.
4. Non c’è nessuna giustificazione in nessuna regione geografica per avere più del 10% – 12% di cesarei.
5. Non c’è nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia richiesto un ulteriore cesareo per la gravidanza successiva. Parti vaginali dopo cesareo dovrebbero venire incoraggiati.
6. Non c’è nessuna indicazione per la rasatura del pube e per il clistere prima del parto.
7. La rottura artificiale delle membrane, fatta di routine, non ha nessuna giustificazione scientifica e se non richiesto, si raccomanda solo in uno stadio avanzato del travaglio.
8. Durante il travaglio si dovrebbe evitare la somministrazione routinaria di farmaci, se non per casi specifici.
9. Il monitoraggio elettronico fetale, fatto di routine, deve essere eseguito solo in situazioni mediche particolarmente selezionate e nel travaglio indotto.
10. Si raccomanda di non mettere la donna in posizione supina durante il travaglio e il parto. Si deve incoraggiare la donna a camminare durante il travaglio ed a scegliere liberamente la posizione a lei più adatta al parto.
11. L’uso sistematico dell’episiotomia non è giustificato.
12. Il neonato in salute deve restare con la madre ogni volta che le condizioni dei due lo permettano. Nessun processo di osservazione della salute del neonato giustifica la separazione dalla madre.
13. Si deve promuovere immediatamente l’inizio dell’allattamento persino prima che sia lasciata la sala parto.
14. L’allattamento costituisce l’alimentazione normale ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili.
15. In gravidanza si raccomanda un’educazione sistematica sull’allattamento al seno, poiché attraverso un’educazione ed un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino al seno. Si deve invece incoraggiare le madri a tenere il bambino vicino a loro e ad offrirgli il seno ogni volta che il bimbo lo richiede.
16. Si deve prolungare l’allattamento al seno il più possibile e di evitare il complemento di aggiunte. Una madre in buona salute non ha bisogno di alcun complemento fino a 4-6 mesi di vita del bambino.

La Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati ha iniziato a parlare di una sorta dei carta dei diritti della partoriente e del neonato con la possibilità di poter scegliere il parto assistito a casa o nelle case maternità o negli ospedali.

LEGGE REGIONALE 27 LUGLIO 1998, N. 22 DIRITTI DELLA PARTORIENTE E DEL NUOVO NATO

ART.1

(Finalità)
1. La Regione favorisce il benessere psicofisico della donna e del nascituro durante la gravidanza, il parto e il puerperio; promuove l’informazione e la conoscenza sulle modalità di assistenza al parto e sulle pratiche sanitarie in uso presso le strutture del servizio sanitario regionale; assicura la libertà di scelta circa i luoghi dove partorire, ferme restando le esigenze primarie della sicurezza.
2. La Regione contribuisce a ridurre i fattori di rischio incidenti sui tassi di morbilità e mortalità materna e neonatale, nonché assicura la continuità del rapporto familiare-affettivo, dello sviluppo psichico e di quello cognitivo del minore durante il periodo di ospedalizzazione.

ART.2

(Preparazione alla nascita)
1. Le Aziende unità sanitarie locali, nell’ambito delle attività consultoriali, e le Aziende ospedaliere organizzano corsi di preparazione alla nascita e di cura del neonato, volti anche a fornire alla donna le necessarie conoscenze della gravidanza, delle condizioni del feto, del parto e delle tecniche da adottare per il suo migliore svolgimento, dell’allattamento naturale e artificiale.
2. Le Aziende unità sanitarie locali informano la donna sulla possibilità di partorire anche a domicilio o nelle case di maternità, nonché sui servizi di assistenza al parto che assicurano nelle strutture ospedaliere, nelle case di maternità e al domicilio della stessa.

ART.3

(Parto ospedaliero)
1. Le Aziende unità sanitarie locali e le Aziende ospedaliere adottano ogni misura idonea a favorire lo svolgimento del parto nel rispetto delle condizioni fisiche, psicologiche e sanitarie della donna e del nascituro.
a) adottano modalità organizzative adeguate alle esigenze della donna in ordine ai tempi del parto;
b) garantiscono la partecipazione consapevole e attiva della donna alla scelta del parto da effettuare;
c) favoriscono modalità di parto fisiologico;
d) assicurano, fatte salve le esigenze di ordine strettamente sanitario, il contatto immediato del bambino con la madre e la possibilità della stessa di averlo accanto per tutto il periodo di degenza;
e) consentono, ove possibile, l’accesso e la permanenza di un familiare, o di altra persona di fiducia della donna, durante la fase del parto, dai prodromi del travaglio al momento della nascita nonché in caso di interruzione di gravidanza;
f) favoriscono un’adeguata assistenza domiciliare alla puerpera e al neonato;
g) adeguano le modalità di assistenza alla gravidanza, al parto e al puerperio alle raccomandazioni dell’organizzazione mondiale della sanità in materia.
2. Il direttore generale di ciascuna Azienda sanitaria stabilisce con appositi protocolli sanitari le specifiche modalità attuative delle misure di cui al comma 1.

ART.4
(Parto a domicilio)
1. Le Aziende unità sanitarie locali possono istituire il servizio di assistenza al parto a domicilio attraverso personale ostetrico anche in regime di convenzione.
2. In caso di mancata istituzione del servizio di cui al comma 1 le Aziende rimborsano alle donne che hanno effettuato il parto a domicilio le spese sostenute per lo stesso, fino ad un massimo di euro 1.200,00. Le Aziende assicurano comunque l’adeguata assistenza per gli interventi di emergenza.
2 bis. L’importo di cui al comma 2 viene rivalutato annualmente sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati pubblicato nella Gazzetta ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.
Nota relativa all’articolo 4:
Così modificato dall’art 1, l.r.5 febbraio 2008, n2.
(Case di maternità)
1. La casa di maternità è una struttura di accoglienza che le Aziende unità sanitarie locali o le Aziende ospedaliere possono istituire al fine di ricostruire un habitat il più possibile familiare, dove la donna viva il parto come un fatto naturale.
2. La casa di maternità è costituita da spazi individuali dove sono ospitate la partoriente e una persona di sua scelta, nonché da locali comuni, debitamente attrezzati per le esigenze di assistenza al parto e per attività sanitarie.
3. Nella casa di maternità operano ostetriche, di cui una con profilo professionale di coordinatore, e personale ausiliario.
4. Le case di maternità sono ubicate in spazi adiacenti ai servizi ospedalieri in modo da garantire la tempestiva ospedalizzazione in caso di eventi patologici sopravvenuti.
5. I direttori delle Aziende unità sanitarie locali e delle Aziende ospedaliere stabiliscono idonee modalità di collegamento tra la casa di maternità e le strutture ospedaliere.
6. Qualora la casa di maternità sia istituita da una Azienda unità sanitaria locale nel cui ambito territoriale insistono una o più Aziende ospedaliere, le modalità di collegamento tra la stessa e le strutture ospedaliere sono determinate d’intesa dai direttori generali competenti.
ART.6

(Organizzazione della casa di maternità e del servizio di assistenza al parto a domicilio)
1. La Giunta regionale definisce anche con separati atti, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge:
a) i principi sull’organizzazione della casa di maternità e del servizio di assistenza al parto a domicilio con particolare riferimento alla dotazione del personale ostetrico da adibire ai servizi medesimi;
b) i principi sulle modalità di accesso ai servizi di cui alla lettera a);
c) i principi sulle modalità di rimborso delle spese sostenute dalla partoriente per il parto a domicilio.
2. Il direttore generale di ciascuna Azienda sanitaria stabilisce le specifiche modalità organizzative dei servizi di cui al comma 1 ed individua, mediante appositi protocolli sanitari, le situazioni ostetriche in cui è consentito l’accesso alla casa di maternità e al servizio di assistenza al parto a domicilio.

ART.7

(Assistenza al neonato)
1. Le Aziende unità sanitarie locali, le Aziende ospedaliere e le case di cura private accreditate facilitano l’evolversi del rapporto psico-affettivo e di relazione tra madre, padre e bambino favorendo le condizioni per la contestuale permanenza dei tre soggetti nella stanza della puerpera.
2. Le Aziende sanitarie predispongono almeno l’effettuazione programmata di visite e di screenings neonatali per la diagnosi di malattie endocrinometaboliche, per la rilevazione di malformazioni congenite e per la profilassi di infezioni.

Ostetrica Sara Santarelli

Sara Santarelli

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