Direttiva 2005/36/CE del parlamento Europeo

Estratto dalla Direttiva 2005/36/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 7 settembre 2005 relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Per visualizzare la Direttiva in maniera completa, cliccare QUA per il pdf.

Ostetrica

Articolo 40
Formazione di ostetrica

1. La formazione di ostetrica comprende almeno una delle formazioni che seguono:
a) una formazione specifica a tempo pieno di ostetrica di almeno 3 anni di studi teorici e pratici (possibilità I) vertente almeno sul programma di cui all’allegato V, punto 5.5.1,
b) una formazione specifica a tempo pieno di ostetrica di 18 mesi (possibilità II), vertente almeno sul programma di cui all’allegato V, punto 5.5.1 le cui materie non siano comprese in un insegnamento equivalente per la formazione di infermiere responsabile dell’assistenza generale.
Gli Stati membri fanno sì che l’ente incaricato della formazione delle ostetriche sia responsabile del coordinamento tra teoria e pratica per tutto il programma di studi.
Gli elenchi delle materie di cui all’allegato V, punto 5.5.1, possono essere modificati secondo la procedura di cui all’articolo 58, paragrafo 2, per essere adeguati al progresso scientifico e tecnico.
In nessuno Stato membro l’aggiornamento può comportare modifiche ai principi legislativi vigenti sul regime delle professioni per quanto concerne la formazione e le condizioni di accesso delle persone fisiche.

2. L’accesso alla formazione di ostetrica è subordinato a una delle condizioni che seguono:
a) compimento almeno dei primi dieci anni di formazione scolastica generale, per la possibilità I, o il
b) possesso di un titolo di formazione d’infermiere responsabile dell’assistenza generale di cui all’allegato V, punto 5.2.2, per la possibilità II.

3. La formazione di ostetrica garantisce l’acquisizione da parte dell’interessato delle conoscenze e competenze seguenti:
a) un’adeguata conoscenza delle scienze che sono alla base delle attività di ostetrica, ed in special modo dell’ostetricia e della ginecologia;
b) un’adeguata conoscenza della deontologia e della legislazione professionale;
c) un’approfondita conoscenza delle funzioni biologiche, dell’anatomia e della fisiologia nei settori dell’ostetricia e del neonato, nonché una conoscenza dei rapporti tra lo stato di salute e l’ambiente fisico e sociale dell’essere umano e del suo comportamento;
d) un’adeguata esperienza clinica acquisita sotto il controllo di personale ostetrico qualificato e in istituti autorizzati;
e) la necessaria comprensione della formazione del personale sanitario e un’esperienza di collaborazione con tale personale.

Articolo 41
Modalità del riconoscimento dei titoli di formazione di ostetrica

[…]

Articolo 42

Esercizio delle attività professionali di ostetrica

1. Le disposizioni della presente sezione si applicano alle attività di ostetrica come definite da ciascun Stato membro, fatto salvo il paragrafo 2, ed esercitate con i titoli professionali di cui all’allegato V, punto 5.5.2.

2. Gli Stati membri garantiscono che le ostetriche sono autorizzate almeno all’accesso ed all’esercizio delle seguenti attività.
a) fornire una buona informazione e dare consigli per quanto concerne i problemi della pianificazione familiare;
b) accertare la gravidanza e in seguito sorvegliare la gravidanza normale, effettuare gli esami necessari al controllo dell’evoluzione della gravidanza normale;
c) prescrivere o consigliare gli esami necessari per la diagnosi quanto più precoce di gravidanze a rischio;
d) predisporre programmi di preparazione dei futuri genitori ai loro compiti, assicurare la preparazione completa al parto e fornire consigli in materia di igiene e di alimentazione;
e) assistere la partoriente durante il travaglio e sorvegliare lo stato del feto nell’utero con i mezzi clinici e tecnici appropriati;
f) praticare il parto normale, quando si tratti di presentazione del vertex, compresa, se necessario, l’episiotomia e, in caso di urgenza, praticare il parto nel caso di una presentazione podalica;
g) individuare nella madre o nel bambino i segni di anomalie che richiedono l’intervento di un medico e assistere quest’ultimo in caso d’intervento; prendere i provvedimenti d’urgenza che si impongono in assenza del medico e, in particolare, l’estrazione manuale della placenta seguita eventualmente dalla revisione uterina manuale;
h) esaminare il neonato e averne cura; prendere ogni iniziativa che s’imponga in caso di necessità e, eventualmente, praticare la rianimazione immediata;
i) assistere la partoriente, sorvegliare il puerperio e dare alla madre tutti i consigli utili affinché possa allevare il neonato nel modo migliore;
j) praticare le cure prescritte da un medico;
k) redigere i necessari rapporti scritti.
[…]

La direttiva europea è stata così recepita in Italia, con il DECRETO LEGISLATIVO 28 gennaio 2016, n. 15 Attuazione della direttiva 2013/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e del regolamento (UE) n. 1024/2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno

Art. 37

Modifiche all’articolo 48 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n.
206

1. All’articolo 48, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 9
novembre 2007, n. 206, le parole: “diagnosticata come” e le parole:
“da un soggetto abilitato alla professione medica” sono soppresse.

Note all’art. 37:
– Il testo dell’articolo 48 del citato decreto
legislativo 9 novembre 2007, n. 206, come modificato dal
presente decreto, cosi’ recita:
“Art. 48 (Esercizio delle attivita’ professionali di
ostetrica). – 1. Le disposizioni della presente sezione si
applicano alle attivita’ di ostetrica come definite dalla
legislazione vigente, fatto salvo il comma 2, ed esercitate
con i titoli professionali di cui all’allegato V, punto
5.5.2.
2. Le ostetriche sono autorizzate all’esercizio delle
seguenti attivita’:
a) fornire una buona informazione e dare consigli per
quanto concerne i problemi della pianificazione familiare;
b) accertare la gravidanza e in seguito sorvegliare la
gravidanza normale, effettuare gli esami necessari al
controllo dell’evoluzione della gravidanza normale;
c) prescrivere gli esami necessari per la diagnosi
quanto piu’ precoce di gravidanze a rischio;
d) predisporre programmi di preparazione dei futuri
genitori ai loro compiti, assicurare la preparazione
completa al parto e fornire consigli in materia di igiene e
di alimentazione;
e) assistere la partoriente durante il travaglio e
sorvegliare lo stato del feto nell’utero con i mezzi
clinici e tecnici appropriati;
f) praticare il parto normale, quando si tratti di
presentazione del vertex, compresa, se necessario,
l’episiotomia e, in caso di urgenza, praticare il parto nel
caso di una presentazione podalica;
g) individuare nella madre o nel bambino i segni di
anomalie che richiedono l’intervento di un medico e
assistere quest’ultimo in caso d’intervento; prendere i
provvedimenti d’urgenza che si impongono in assenza del
medico e, in particolare, l’estrazione manuale della
placenta seguita eventualmente dalla revisione uterina
manuale;
h) esaminare il neonato e averne cura; prendere ogni
iniziativa che s’imponga in caso di necessita’ e,
eventualmente, praticare la rianimazione immediata;
i) assistere la partoriente, sorvegliare il puerperio e
dare alla madre tutti i consigli utili affinche’ possa
allevare il neonato nel modo migliore;
l) praticare le cure prescritte da un medico;
m) redigere i necessari rapporti scritti.”.