Vagina: Usala o Perdila

Qualche mese fa girando su Facebook un mio contatto pubblicò un articolo con grande scandalo in cui un medico di Yale, la dott.ssa Mary Jane Minkin prescriveva l’uso dei vibratori come “cura” per donne in menopausa e per le donne post radio e chemio. Il medico notava che le donne che utilizzavano il sex toy avevano vagine più floride, più “giovani”, con meno secchezza e maggiore afflusso sanguigno (per leggere l’intera intervista cliccare qui Meet the Yae Gynecologist who prescribes vibrators to her patiens)

Ma cosa c’è da scandalizzarsi? L’epitelio vaginale e la componente muscolare sottostante è esattamente come tutti i distretti del corpo. Immaginate di tenere un braccio fermo per diverso tempo, cosa succederebbe? La massa muscolare diminuirebbe, la funzionalità sarebbe compromessa e perfino la pelle comincerebbe a dare segni di secchezza e morte cellulare (storia vissuta da me quando ho rotto la gamba che è stata immobile per un mese).

In altri ambiti, la terapia delle vibrazioni è stata già usata e sperimentata. E’ di un paio di mesi fa la pubblicazione di uno studio su 10 pazienti emiplegici post ictus (cioè immobilizzati per metà del corpo) trattati con terapia vibrazionale per 30 minuti al giorno che hanno avuto dopo 2 settimane di trattamento miglioramenti nella sensibilità, nella forza e nell’uso consapevole della mano che era immobilizzata (abstract qui The effects of vibratory stimulation employed to forearm and arm flexor muscles on upper limb function in patients with chronic stroke).

Una Review sistematica del luglio 2017 trova che la terapia vibrazionale sia positiva e senza effetti collaterali nell’aumentare il flusso sanguigno ai muscoli (l’abstract qui:  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28932001 ).

Il pavimento pelvico e la vagina dunque non sono altro che distretti corporei come altri. In particolare il muscolo costrittore della vagina necessita di mantenersi sano per migliorare la soddisfazione nel rapporto sessuale ma anche per contrarsi correttamente in risposta al pene per provocare l’eiaculazione e poter raggiungere (secondo madre natura) la potenziale ovulazione. Per fare tanti bebè insomma, la natura ha previsto che orgasmiamo (anche se condizione femminile non necessaria è un fattore senza dubbio favorente).

Torniamo a una vagina che viene usata poco: vuoi per un post parto doloroso, vuoi per una menopausa, vuoi per gli stili di vita, vuoi per un trauma o per una patologia come l’ipertono o il vaginismo etc. Le cellule cominciano a invecchiare, c’è meno flusso sanguigno e l’epitelio vaginale diventa sempre più sottile. Il microbioma cambia: i nostri lattobacilli sono meno nutriti e morendo lasciano posto ad altri batteri come la Gardnerella che dà quel meraviglioso odore di pesce. Il muscolo non avendo più fatto le sue contrazioni tende ad andare in atrofia. Avere un rapporto in queste condizioni è spesso disastroso: dolore, secchezza, poca sensibilità e a volte piccole lacerazioni.

Come andare ad agire in casi così?

  1. Prima di tutto fatevi fare una valutazione da una ostetrica esperta in riabilitazione che possa andare a lavorare sul muscolo.
    Trova l’ostetrica più vicina per una consulenza
  2. Pensate all’acquisto di un sex toy con vibrazione e senza vibrazione (per sfruttare le diverse possibilità)
  3. Curate la vostra flora vaginale con probiotici (occhio che sul mercato si trova di tutto, chiedete alla vostra ostetrica quali sono adatti a voi).

In breve anche per la vagina vale il detto “USE IT OR LOSE IT” trad. “USALA O PERDILA”.

Nei prossimi articoli vi parlerò di quali sextoy possono essere più o meno adatti alle varie situazioni.

Ostetrica Sonia Levantino

Sonia Levantino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *