Vulvodinia…questa sconosciuta

Per la nostra iniziativa “Voci del Perineo”, Chiara ci racconta la storia del suo perineo. Non ci sono solo storie di incontinenza o prolassi, ma le difficoltà che le donne possono incontrare sono tante e variegate. Questa di Chiara è una storia comune a molte donne che impiegano spesso degli anni prima di arrivare alla giusta diagnosi di Vulvodinia.

Purtroppo non tutti i professionisti sono formati per riconoscere una malattia come la vulvodinia, e spesso le donne vengono prese un po’ per pazze perchè nei momenti in cui è silente non si vede proprio nulla. Oppure vengono considerati tanti altri fattori e suggerite cure inadeguate che possono anche peggiorare la situazione.

La mia storia ha inizio 13 anni fa quando cominciai ad avere “problemi intimi” che riguardavano non solo dolore alla penetrazione (Dispareunia) ma anche dolori molto intensi durante  azioni quotidiane come l’igiene intima, l’indossare  jeans, lo stare seduta.

Inizialmente mi rivolsi al ginecologo che ha cominciato a “curarmi ” per cistite cronica (perché sì avevo molto dolore anche alla minzione) ma ahimè senza risultato.
Quindi balenò l’idea che fosse uno stato di ansia e mi prescrisse ansiolitici che ovviamente non ebbero effetto.

Dopo 4 anni mi inviò da un’ostetrica che mi diagnosticò la VULVODINIA.

Un nome finalmente, anche se sconosciuto, che richiudeva tutto il male di quegli anni. Iniziammo la terapia con  biofeedback ed esercizi di  Kegel.

Dopo un anno ho finalmente ricominciato a vivere. Tutt’oggi mi prendo cura del mio perineo, riesco ad avere rapporti molto soddisfacenti.
Dopo il parto ho continuato ad eseguire gli esercizi kegel e il mio perineo rimane “sveglio” e “felice”.

Spero la mia storia spinga le donne a prendersi cura del proprio pavimento pelvico, perché esistono professionisti che sanno gestire una terapia mirata e risolvere il problema.

Il tuo perineo ha vissuto una storia che vuoi far conoscere ad altre donne?

Raccontaci la tua storia!

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